All’interno di una strategia digitale per far crescere la pagina aziendale LinkedIn, gli ambassador ricoprono un ruolo fondamentale, ma molte aziende non ci mettono la giusta considerazione.
La diffusione dell’employer branding di un’azienda è possibile grazie ad un piano di comunicazione studiato ad hoc. Purtroppo le aziende sono sempre più propense, a causa della mancanze di risorse interne o della scarsa conoscenza dei social da parte del management, a demandare la comunicazione sulla pagina LinkedIn a “influencer” esterni o a partner non adatti come testimonial.
HR sa bene che attivare un progetto di ambassadorship è la strada migliore per aumentare la diffusione dell’Employer Branding. Il management, invece, non considera spesso di valore attivare questa strada e quindi non investe o frena internamente i progetti.
Le obiezioni del management hanno un fondo di verità. Come tutti i progetti bisogna valutare vantaggi e svantaggi che ne possono derivare, senza fermarsi di fronte agli svantaggi apparenti.
Ma quali sono i pro e i contro di un progetto di ambassadorship? Gli svantaggi sono reali o nel lungo periodo possono in realtà rivelarsi il punto forte?
Progetto di ambassadorship per incrementare l’employer branding: i pro
La rete di contatti di un dipendente LinkedIn è quasi dieci volte più grande e forte rispetto a quella di una pagina aziendale, appare chiaro quindi che i dipendenti sono i primi e migliori ambasciatori dell’employer branding aziendale.
Scegliere di attivare un progetto di ambassadorship porta molti vantaggi all’azienda e alla pagina LinkedIn aziendale. Alcuni vantaggi, già accennati in altri articoli, sono diretti, evidenti ed immediati:
- Convenienza: partire dal cliente interno dell’azienda per comunicare l’employer branding favorisce la diffusione delle notizie e il rapporto costo-efficienza è migliore.
- Credibilità: gli utenti sono più propensi a dare fiducia ad un’azienda se sono i dipendenti stessi a parlarne. Non vengono pagati dall’azienda per condividere i post, quindi risultano più credibili e veri. Un contenuto condiviso da un dipendente è cliccato in media due volte in più rispetto allo stesso post pubblicato sulla pagina aziendale LinkedIn.
L’utilizzo degli ambassador, oltra ad essere vantaggioso e a portare risultati positivi e tangibili per l’azienda e per la pagina LinkedIn, porta dei vantaggi anche a lungo termine e a livello personale ai dipendenti.

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Più nello specifico un progetto di employer branding incentrato sulla comunicazione tramite gli ambassador aiuta l’azienda a migliorare il rapporto con i propri dipendenti e a incrementare il loro coinvolgimento:
- Fidelizzazione dei dipendenti: le risorse che vengono chiamate in causa per essere gli ambasciatori dell’employer branding, si sentono valorizzati e sono quindi orgogliosi di rappresentare l’azienda. Questo è sicuramente un ottimo modo per rafforzare il rapporto tra azienda e dipendenti, che risultano quindi soddisfatti e fieri di lavorarci.
- Maggior partecipazione: l’entusiasmo dimostrato dagli ambassador nel raccontare la vita aziendale è contagioso, e spesso, anche coloro che non sono chiamati in prima persona a svolgere questo ruolo, sono incoraggiati e incentivati a condividere le notizie del brand.
Tutti questi effetti positivi di un progetto di ambassadorship, concorrono assieme a dimostrare che l’azienda è un luogo di lavoro stimolante, sereno, attivo con i propri dipendenti e quindi attraente nei confronti di nuove risorse.
Diffondere l’employer branding con gli ambassador: quali sono gli svantaggi?
L’idea di affidare anche ai dipendenti il compito di comunicare l’employer branding e di raccontare l’esperienza di vita aziendale non viene quasi mai presa in considerazione dalle aziende. HR e comunicazione danno troppa importanza ai presunti svantaggi di un progetto di ambassadorship, e non analizzano tutti i vantaggi che si possono trarre da questa strategia di comunicazione.
La paura più grande delle aziende è quella di perdere le loro migliori risorse perché attratte da altre esperienze lavorative o perchè contattate da altre aziende. Un progetto di ambassadorship porta inevitabilmente ad una maggior esposizione in pubblico dei propri dipendenti, che, soprattutto all’interno di LinkedIn hanno più visibilità. Questa è sicuramente una realtà innegabile e la possibilità che i dipendenti possano decidere di intraprendere un’altra carriera è concreta. Le aziende però non possono desistere dall’attivazione di un progetto di ambassadorship a causa di questo timore, ma al contrario, devono trarre benefici anche da questa situazione. Quello che potrebbe infatti sembrare uno svantaggio, ha invece dei lati positivi:
- Risorse di qualità: se gli ambassador vengono scelti per un nuovo percorso lavorativo vuol dire che il lavoro e la formazione fatta nell’azienda è stata di qualità, e le risorse hanno acquisito competenze e sono cresciute.
- Ampia scelta di candidati: avere i propri dipendenti attivi su LinkedIn è fondamentale per attrarre nuovi candidati e creare una rete di collegamenti interessati e interessanti per l’azienda.
Lo svantaggio di poter perdere un dipendente perchè molto esposto su LinkedIn a causa delle sue attività di comunicazione dell’employer branding, è compensato dalla visibilità che il brand acquisisce e dalla vasta rete di nuove potenziali risorse che si viene a creare. Per ogni dipendente che cambia azienda infatti sono molti di più i nuovi collaboratori che vengono assunti.
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Il vero svantaggio si ha quando non si fa affidamento sugli ambassador: limitare l’uso di LinkedIn ai dipendenti è controproducente sia per l’employer branding sia per per il rapporto tra azienda e dipendenti.
Se un’azienda non investe sui propri collaboratori per far crescere la pagina LinkedIn e incrementare l’employer branding, otterrà l’effetto contrario:
- Scarsa fiducia dei dipendenti
- Malcontento generale
- Perdita delle risorse migliori che cercheranno opportunità lavorative più soddisfacenti.
Un progetto di ambassadorship è il punto di partenza per iniziare a lavorare su una strategia di crescita aziendale che ha come focus il miglioramento dell’employer branding. Le aziende hanno il dovere di valutare i pro e i contro di questa strategia di comunicazione, ma devono anche capire che è necessario correre il rischio di perdere un dipendente se il risultato è la crescita aziendale e l’aumento di utenti di qualità collegati alla pagina azienda LinkedIn.








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