Un annuncio epocale che svolterà la comunicazione su LinkedIn, già positivamente impattata dalle live che molti utenti e pagine LinkedIn ormai hanno.
Finalmente LinkedIn si adegua agli altri social network e annuncia di voler inserire le LinkedIn Stories.
Il contenuto video è certamente il campione dei social network: i dati di crescita sono impressionanti. Ma su LinkedIn, la capacità di mostrarsi senza filtri, in diretta, ha un significato nuovo e diverso perché legato al contesto professionale.
Infatti ciò che i candidati cercano è la realtà, la verità senza filtri, autentica, della vita quotidiana in azienda. E le LinkedIn Stories fanno proprio questo: danno alle persone una finestra aperta in azienda. Un concetto che molte aziende stanno imparando su Instagram e che adesso potranno usare sul social per l’Employer Branding per eccellenza: LinkedIn.
LinkedIn Stories: l’antenato
Nel 2018 LinkedIn aveva già testato le stories nell’ambito del progetto Student Voices, riservato agli studenti americani.
Rispetto alle stories a cui siamo abituati, tuttavia, le Student Voices avevano solo video (non foto) ed erano inserite in una Campus Playlist. Questa Playlist era visibile per una intera settimana e non solo per le classiche 24 ore.

Si tratta di una formula che speriamo LinkedIn mantenga, magari riducendo un po’ il numero di giorni (es. 3 giorni). Infatti i contenuti di LinkedIn sono famosi per essere più persistenti nel tempo rispetto a quelli di altri social: è possibile, quindi, che anche le stories seguano lo stesso percorso.
Per gli studenti è un ottimo modo di mettere in mostra le proprie competenze, i propri talenti e i propri valori, o le esperienze acquisite in stage.
Per l’azienda è un modo per fare scouting di talenti. E per l’Università un chiaro support all’Employer Brand per attirare nuovi studenti.
Employer branding: LinkedIn Stories per attirare i giovani
Ma perchè LinkedIn ha scelto di inserire le Stories proprio ora? L’engagement sulle bacheche LinkedIn cresce rapidamente, precisamente del 25% nel corso dell’ultimo anno (secondo quando scrive Pete Davies, Senior Director of Product Management di LinkedIn, in un suo articolo).
Da questo punto di vista le stories sono un ingegnoso stratagemma per tenere gli utenti sempre di più incollati all’app di LinkedIn.
Le stories sono anche il form preferito dai giovani ed è chiaro l’intento di LinkedIn di avvicinare proprio questa demografica. Infatti, che i giovani non siano su LinkedIn è uno stereotipo abbastanza difficile da sradicare nella mente delle aziende.
Le quali ritengono il social azzurro ottimo per cacciare professionisti di seniority medio-alta ma hanno poca fiducia nell’uso di LinkedIn per il reclutamento di giovani neodiplomati o neolaureati.

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Professional Branding: LinkedIn Stories per il brand dei manager
Oltre che per le aziende, le università e i giovani, le LinkedIn Stories sono fondamentali per il personal branding dei manager.
Infatti le stories sono il formato ideale per tutti quei manager che non hanno tempo o risorse per investire in un set video professionale ma vogliono comunque creare una community e posizionarsi come autorità sui temi di propria competenza presso il proprio network LinkedIn.
Per fare delle buone stories basta uno smartphone moderno e qualcosa da dire. La democratizzazione della creazione di video per il personal branding, unita al fatto che i contenuti “scadono” dopo un certo tempo, può aiutare i manager a creare contenuti avendo la sicurezza che, se per caso sbagliano, il contenuto dopo qualche ora verrà cancellato.
Si tratta di un’arma potentissima nell’arsenale del manager che aiuta senz’altro l’Employer Branding dell’azienda. Ci sono infatti moltissimi e moltissime manager che, con i propri contenuti live nelle LinkedIn Stories, contribuiranno a rafforzare una community personale che si legherà inevitabilmente, in parte, anche a quella aziendale.








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